Aggiunta di un disco ad una macchina linux con lvm

LVM è il gestore logico dei volumi di Linux e permette di manipolare le partizioni visibili dal sistema operativo indipendentemente dai dischi fisici utilizzati.

Se aggiungiamo un disco fisico ad una macchina (fisica o virtuale) e vogliamo configurare una partizione che domani deve poter essere espansa o replicata è buona norma configurare sul nuovo disco una partizione LVM.

Premesso che una partizione logica può essere creata utilizzando più dischi, in questo caso studiamo la situazione più semplice: quella in cui l’esigenza è quella di creare su un unico disco un’unica partizione e montarla su una cartella specifica.

L’operazione, seppure delicata come qualsiasi operazione da effettuare sul filesystem, è molto semplice. Vediamo qui i principali passi nel caso di una macchina virtuale Hyper-V o VMWare.

1 – Aggiunta del disco fisico

Aggiungiamo la risorsa disco direttamente del gestore delle macchine virtuali

2 – Individuazione del nuovo device sulla macchina linux

Per rendere visibile il nuovo disco alla macchina Linux è necessario riavviarla, oppure eseguire una scansione dell’hostbus a cui il disco è collegato. L’operazione assolutamente non distruttiva viene eseguita lanciando il comando

echo “- – -” > /sys/class/scsi_host/host#/scan

dove al posto del # inseriamo il nome del nostro device. Se non siamo sicuri possiamo eseguire la scansione di tutti i devices elencati tramite

ls /sys/class/scsi_host/

Con il comando

fdisk -l

individuiamo il nome del nuovo disco. Nel nostro caso è /dev/sdb

3 – Creazione della partizione di tipo LVM

Utilizziamo fdisk per verificare che il disco non è partizionato e procediamo al partizionamento. I comandi da impartire da root sono:

fdisk /dev/sdb (sostituiamo ovviamente sdb con il nome del nostro device)

p stampa a monitor la tabella delle partizioni corrente in modo da verificare che ci troviamo sul disco nuovo
n crea la nuova partizione – tipo primario con primo e ultimo cluster predefinito
t cambia il tipo di partizione in Linux LMV (codice 8e)
w salva le modifiche fatte.

4 – Creazione del physical volume

Inizializziamo la partizione per l’uso con LVM con

pvcreate /dev/sdb1

5 – Creazione del volume group

Creiamo all’interno del physical volume un volume group che chiamiamo vol00 con

vgcreate vol00 /dev/sdb1

6 – Creazione del logical volume

Finalmente possiamo creare il volume logico all’interno del gruppo vol00, utilizzando il 100% dello spazio libero disponibile. Chiamiamo il nuovo volume “dati” con

lvcreate –name dati -l 100%FREE vol00

7 – Formattazione

A questo punto possiamo formattare il volume con

mkfs.xfs /dev/vol00/dati

e montarlo momentaneamente sulla cartella /mnt/dati con

mount /dev/vol00/dati /mnt/dati

o definitivamente aggiungendo in /etc/fstab la seguente riga:

/dev/vol00/dati /mnt/dati xfs defaults 0 0

 

Individuazione file grandi

Capita di ritrovarsi con il disco pieno e dover perdere un sacco di tempo per capire cosa lo sta riempendo. A lungo andare log, file temporanei, o vecchi backup che avevamo dimenticato di cancellare causano problemi di spazio. Per individuarli molto velocemente è possibile usare WinDirStat, un software gratuito che esegue una mappatura del disco e ce la mostra in modalità grafica.

Consiglio di eseguire il software con privilegi elevati per mappare anche file e directory di sistema.

Il sito di riferimento, da cui è possibile anche scaricare l’ultima versione del software è:

https://windirstat.net/

 

Impostazione “Nessuna scadenza password” su un account Office365

La premessa è d’obbligo: non è assolutamente buona norma impostare un account la cui password abbia validità infinita. Questo vale sia per Office365 che per qualsiasi tipo di account, sia esso un accesso Active Directory, email, Facebook, Dropbox, e chi più ne ha più ne metta.

Nonostante questo può essere utile in alcuni casi forzare la scadenza automatica preimpostata su ogni account Office365; nel mio caso, ad esempio, utilizzo un account Office365 per effettuare il backup in Cloud di un NAS attraverso un’applicazione specifica. L’applicazione si preoccupa in maniera schedulata di effettuare la sincronizzazione delle cartelle del NAS con un account Onedrive, quindi con delle credenziali di accesso associate ad Office365. L’account è registrato sul NAS ed è utilizzato dall’app in background; nel momento in cui la coppia di credenziali utilizzata non fosse più valida, ad esempio perché la password è scaduta, il backup non andrebbe a buon fine.

Procediamo quindi ad eliminare il flag “PasswordNeverExpires” dalle proprietà dell’account in questione, in modo da poter schedulare manualmente un cambio password contemporaneo sul portale Microsoft e sul NAS.

Questo articolo si riferisce alla procedura effettuata utilizzando un client Windows 10. Nel mio caso particolare utilizzo in Windows 10 Professional versione 1709.

Per effettuare questa operazione abbiamo bisogno di Power Shell. Apriamone una sessione con privilegi elevati:

Ed installiamo, se non già presente nel sistema, il modulo MSOnline che ci permetterà di eseguire i comandi sugli account Office365. Eseguiamo quindi

Install-Module MSOnline

E confermiamo con Y oppure A


A questo punto connettiamo un account con il comando

Connect-MsolService

Inserendo le credenziali del tenant nel browser che verrà aperto automaticamente

Successivamente per settare la proprietà PasswordNeverExpires a true eseguiamo

Set-MsolUser -UserPrincipalName <user ID> -PasswordNeverExpires $true


Per verificare l’effettiva esecuzione del comando, o nel caso volessimo controllare il valore della proprietà in un account Office365 possiamo utilizzare il comando

Get-MSOLUser -UserPrincipalName <user ID> | Select PasswordNeverExpires

Sostituendo nell’ultimo commando al nome della proprietà il simbolo * possiamo visualizzare i valori di tutte le proprietà associate a quell’utente, modificandole secondo le esigenze.

Sperando di aver fatto risparmiare tempo a qualcuno invito tutti a restare sintonizzati su virtuopia.it

Installazione di Metasploit Framework su Windows Subsystem for Linux

Il Framework Metasploit è uno strumento per effettuare scansione e test delle vulnerabilità di una macchina remota, verificando in alcuni casi l’esistenza e l’efficacia dei relativi exploit. Il framework è molto versatile ed è corredato da documentazione efficace; non a caso è diventato uno dei tool più utilizzati per il penetration testing.

Con i miglioramenti a Windows Subsystem for Linux introdotti nella versione 1709 in particolare sulla gestione dello stack TCP è possibile utilizzare gran parte delle funzioni del framework direttamente da Windows 10 utilizzando l’app Ubuntu.

Su GitHub è disponibile uno script per l’installazione semplificata dell’intero Framework. Prima di eseguire l’installazione, però, consiglio di aggiungere alle esclusioni dell’antivirus la root di Ubuntu, che si trova in

%localappdata%\packages\canonicalgrouplimited.ubuntuonwindows_79rhkp1fndgsc\localstate\rootfs

altrimenti tutti i binari saranno riconosciuti come pericolosi e verranno automaticamente cancellati.

Per installare Metasploit, è sufficiente eseguire il seguente comando:

curl https://raw.githubusercontent.com/rapid7/metasploit-omnibus/master/config/templates/metasploit-framework-wrappers/msfupdate.erb > msfinstall && chmod 755 msfinstall && ./msfinstall

Per qualsiasi info su Metasploit vi rimando al sito ufficiale

https://www.metasploit.com/

 

Ottenere l’IP privato da riga di comando

Finalmente dopo l’installazione di Windows Subsystem for Linux è possibile eseguire un comando che restituisca l’IP privato della macchina.

E’ necessario che sia attivo WSL ed installato Windows bash (o una distribuzione Linux se avete Windows Fall Creators Update)

il comando in questione, che sfrutta il redirezionamento dell’output tramite piping e la possibilità di eseguire comandi Linux tramite “bash -c”, è

ipconfig.exe | bash -c “grep IPv4” | bash -c “cut -d: -f2”

 

Errore installazione VM Windows 10

Lanciando l’installazione di una maccina virtuale Windows 10 può succedere di incorrere nell’errore  “Windows cannot find the Microsoft Software License Terms. Make sure the installation sources are valid and restart the installation”

Ciò lascerebbe pensare ad un problema nell’immagine ISO o nel disco di installazione, ma spesso è causato dalle caratteristiche hardware della VM che non soddisfano i requisiti minimi.

In particolare per Windows 10 x64 è fondamentale che la macchina abbia 2vCPU ed 1GB di RAM.

Modificando le impostazioni e riavviando l’installazione questa andrà a buon fine.

Scoperta grave falla su protocollo WPA2

Nel pomeriggio di oggi è stata rivelata una grave falla nel protocollo WPA2, il protocollo più usato per le connessioni Wifi soprattutto in ambito Home e Small Business.

La vulnerabilità permette ad un eventuale attaccante di intercettare il traffico tra due dispositivi vulnerabili senza conoscere la chiave di sicurezza. E’ sufficiente quindi che l’access point (o il router) oppure il device connesso sia patchato per evitare che i dati siano letti da utenti non autorizzati. Installando quindi anche solo sul router il relativo aggiornamento di sicurezza tutta la rete sarà protetta.

E’ fondamentale quindi controllare sul sito del produttore se è stata rilasciata una patch e procedere all’aggiornamento. Ad oggi non tutti i produttori hanno reso disponibile l’aggiornamento, nonostante siano stati messi a conoscenza della vulnerabilità a metà Luglio; vista la gravità e l’estensione del pericolo speriamo che in brevissimo tempo sarà possibile aggiornare tutti i dispositivi.

Le vulnerabilità presenti sono conosciute con i seguenti identificativi: CVE-2017-13077, CVE-2017-13078, CVE-2017-13079, CVE-2017-13080, CVE-2017-13081, CVE-2017-13082, CVE-2017-13084, CVE-2017-13086, CVE-2017-13087, CVE-2017-13088.

I dettagli dell’attacco sono disponibili sul sito https://www.krackattacks.com/

 

Office 2007 cambia lingua e diventa Spagnolo

Se avete installato tutti gli aggiornamenti di Office 2007 probabilmente avrete notato che il vostro Outlook per metà parla spagnolo 🙂 Molti collegamenti, intestazioni di colonne e tips sono magicamente tradotti, e non è possibile modificare questo comportamento tramite le impostazioni del software.
Il responsabile è l’aggiornamento di sicurezza denominato kb4011086. La sua disinstallazione ripristinerà il normale funzionamento di Outlook in italiano.

VMWare converter si blocca a 1%

Oggi ho avuto un piccolo problema per copiare una VM da un host ESXi ad un altro senza spegnere la macchina virtuale stessa.
Si tratta di una macchina Linux CentOS 7 e per copiarla ho usato vmware converter standalone installato su una client Windows 10; questo client aveva ovviamente accesso ad entrambi gli host.
Lanciata la conversione, questa si bloccava sull’1%. Raccogliendo un po’ di log e cercando sui forum delle communiti VMWare ho trovato un workaround che ha funzionato. Lo condivido qui in modo che possa essere utile a qualcun altro.
Ho disabilitato l’encryption con SSL durante la conversione.
Per fare ciò ho modificato il file worker.xml nella cartella C:\ProgramData\VMware\VMware vCenter Converter Standalone, ma il percorso potrebbe cambiare a seconda del sistema operativo in uso.
La modifica effettuata è la seguente:
nella sezione nfc ho sostituito
useSsl true
con
useSsl false
e la conversione è andata a buon fine.
Buona fortuna 😀

Configurazione server licenze desktop remoto su Windows Server 2012

Per configurare il server di licenze desktop remoto su Windows Server 2012 e 2012 R2 è necessario configurare le relative policy utilizzando la gestione dei criteri di gruppo.

La posizione delle chiavi da configurare è la seguente:

Configurazione computer > Modelli amministrativi > Componenti di Windows > Servizi desktop remoto > Host sessione di desktop remoto > Gestione licenze.

E’ necessario indicare il nome del server di licenze ed il tipo di licensing (per dispositivo o per utente) utilizzando la relativa policy.

Per attivare le modifiche è necessario eseguire gpupdate da un prompt di comandi con privilegi elevati.